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La copertina dell’Economist 2019 e` piena di messaggi criptici

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2 Risposte

  1. laurama ha detto:

    Un Augurio di Buone Feste con questa intramontabile e “poetica” poesia

    LA NOTTE SANTA
    di Guido Gozzano

    – Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
    Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
    Presso quell’osteria potremo riposare,
    ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

    Il campanile scocca
    lentamente le sei.

    – Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
    Un po’ di posto per me e per Giuseppe?

    – Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
    son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

    Il campanile scocca
    lentamente le sette.

    – Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
    Mia moglie più non regge ed io son così rotto!

    – Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
    Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

    Il campanile scocca
    lentamente le otto.

    – O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
    avete per dormire? Non ci mandate altrove!

    – S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
    d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

    Il campanile scocca
    lentamente le nove.

    – Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
    Pensate in quale stato e quanta strada feci!

    – Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
    Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

    Il campanile scocca
    lentamente le dieci.

    – Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
    Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
    L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
    non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

    Il campanile scocca
    le undici lentamente.

    La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
    – Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
    Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
    Maria già trascolora, divinamente affranta…

    Il campanile scocca
    La Mezzanotte Santa.

    È nato!

    Alleluja! Alleluja!

    È nato il Sovrano Bambino.
    La notte, che già fu sì buia,
    risplende d’un astro divino.
    Orsù, cornamuse, più gaje
    suonate; squillate, campane!

    Venite, pastori e massaie,
    o genti vicine e lontane!

    Non sete, non molli tappeti,
    ma, come nei libri hanno detto
    da quattro mill’anni i Profeti,
    un poco di paglia ha per letto.
    Per quattro mill’anni s’attese
    quest’ora su tutte le ore.

    È nato! È nato il Signore!

    È nato nel nostro paese!

    Risplende d’un astro divino
    La notte che già fu sì buia.

    È nato il Sovrano Bambino.

    È nato!

    Alleluja! Alleluja!

    • Domenico Proietti ha detto:

      Grazie per la poesia cara laurama (sono ben felice nel vederLa postare dopo avermi fatto presente che non vi riusciva)

      Auguro anche a Lei e famiglia, giorni sereni e la felicità che rimette la nascita di Nostro Signore agli uomini di buona volontà nelle feste ormai prossime 🙂