Il complesso minerario e di trasformazione di Bystrinskij è un progetto da 1,5 miliardi di dollari, con riserve di minerali totali stimate in 343 milioni di tonnellate. L’enorme progetto è di proprietà congiunta della Norilsk Nickel, il più grande produttore al mondo di nickel e palladio e uno dei maggiori produttori di platino e rame, insieme al Fondo per le Risorse Naturali della CSI, un fondo russo per le risorse naturali istituito da Vladimir Potanin e dall’Highland Fund cinese. Il nuovo complesso minerario si trova a circa 400 chilometri di ferrovia dal confine con la Cina, nell’Estremo Oriente siberiano della Russia [in inglese].

La partecipazione cinese non è sorprendente. La Cina è il maggiore importatore mondiale di rame e gran parte della nuova produzione mineraria sarà diretta in Cina. La Nuova Via della Seta, che sta vedendo la costruzione di migliaia di chilometri di nuove linee ferroviarie ad alta velocità attraverso l’Eurasia, sta creando un enorme aumento della domanda di rame, acciaio e minerale di ferro [in inglese]. Il nuovo progetto minerario russo comprende la costruzione di strade e reti ferroviarie completamente nuove, ed enormi infrastrutture in quelle che in precedenza erano aree incontaminate. La miniera, il più grande progetto privato nell’Estremo Oriente russo, raggiungerà la piena capacità nel 2019.

Il ponte sul Fiume Amur

Un altro esempio della trasformazione della geografia economica in corso tra la Russia e la Cina è la costruzione del ponte sul Fiume Amur, o Fiume Heilongjiang, come lo chiamano i cinesi. Il nuovo ponte collegherà la Cina alla Russia nell’estremo nordest della Cina, nella regione di Harbin. Per avere un’idea delle vaste distanze del paese più grande del mondo, la Federazione Russa, il ponte sul fiume Amur si trova a circa 1000 chilometri ad est del nuovo complesso minerario di rame tra Cina e Russia, vicino a Chita.

Il nuovo ponte, che sarà inaugurato nel 2019, costituirà un importante collegamento infrastrutturale, che faciliterà il commercio tra l’Oblast’ Autonoma Ebraica russa e la provincia cinese di Heilongjiang, con un collegamento ferroviario e stradale di oltre 2 km. Uno dei principali benefici immediati del nuovo ponte sarà il trasporto di minerale di ferro dalla miniera a cielo aperto di Kimkan, nell’Oblast’ Autonoma Ebraica, di proprietà della IRC Limited di Hong Kong. La sezione ferroviaria avrà sia uno scartamento standard (1435 mm) che uno scartamento russo (1520 mm), e una carreggiata a due corsie per le auto e i camion.

Nel 2016, dopo diversi anni di negoziati e il superamento di una lunga diffidenza tra i partner cinesi e russi, è iniziata la costruzione del ponte. Il ponte si collegherà alla mastodontica iniziativa cinese della Nuova Via della Seta, consentendo l’integrazione dei trasporti nel Corridoio Economico Cina-Mongolia-Russia (CMREC). Il ponte sull’Amur collegherà Heihe con la città russa dell’Estremo Oriente di Blagoveshchensk, il centro amministrativo dell’Oblast dell’Amur russa, dove si incontrano i fiumi Amur e Zeja. Il ponte si collegherà quindi con la Transiberiana e proseguirà verso Vladivostok, il principale porto commerciale russo sull’Oceano Pacifico [in inglese].

Il ponte Heilongjiang- Blagoveshchensk è gestito da un’unica società, una joint venture Russia-Cina denominata Heilongjiang Bridge Company, costituita nel marzo 2016 in Cina, e la sua filiale in Russia è stata istituita sei mesi più tardi.

Il Corridoio Economico Cina-Mongolia-Russia

Nel 2014, in un incontro a Dushanbe, il Presidente del Tagikistan, il Presidente cinese Xi Jinping, il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente della Mongolia Tsakhiagiin Elbegdorj hanno concordato di creare un Corridoio Economico Cina-Mongolia-Russia (CMREC), che è diventato uno dei sei corridoi prioritari della Nuova Via della Seta cinese, il primo piano di cooperazione multilaterale a far parte dell’Iniziativa Una Cintura, Una Via. Il CMREC collegherà la Nuova Via della Seta con la proposta della Russia per un’Unione Eurasiatica e con il programma della Mongolia Steppe Road, promuovendo l’integrazione economica regionale. Il CMREC ha due arterie di traffico chiave: una si estende dalla regione cinese Pechino-Tientsin-Hebei verso Hohhot, la Mongolia e la Russia; l’altro si estende dalle cinesi Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e Manzhouli verso la russa Chita, sede del nuovo importante progetto [in inglese] russo-cinese riguardante il rame.

L’investimento sino-russo slegato dal dollaro

A settembre, a Vladivostok, i capi dei tre paesi del CMREC hanno concordato una più stretta cooperazione in materia di risorse energetiche e minerarie, alta tecnologia, produzione, agricoltura e silvicoltura, per ampliare il commercio di servizi e la cooperazione in materia di istruzione, scienza e tecnologia, cultura, turismo, assistenza medica e proprietà intellettuale. Ciò promette una grande trasformazione per le regioni dei tre paesi, che durante le tensioni della Guerra Fredda sono rimaste gravemente sottosviluppate e reciprocamente isolate [in inglese].

Nello stesso incontro del 7 settembre del Terzo Forum Economico Orientale a Vladivostok, la Cina ha annunciato che stava creando un fondo da 15 miliardi di dollari per finanziare ulteriori progetti di cooperazione economica regionale con la Russia. Il Vicepremier cinese Wang Yang ha dichiarato che gli investimenti riguarderanno la produzione, lo sfruttamento delle risorse, le infrastrutture, l’agricoltura e il turismo.

Ciò segue la visita di Xi Jinping a Mosca, nel luglio 2017, in cui i due paesi hanno firmato una serie di accordi di cooperazione economica, tra cui la creazione di un nuovo Fondo di Cooperazione e Investimento in renminbi Cina-Russia da 10 miliardi di dollari, che darà accesso ai finanziamenti in renminbi per i progetti russi, inclusi sia nella Nuova Via della Seta che nell’Unione Economica Eurasiatica. Un progetto ad Hainan, in Cina, prevede un investimento di 500 milioni di dollari (ovvero il suo equivalente in renminbi) per sviluppare come aree prioritarie parchi industriali e di innovazione, servizi sanitari ad alta tecnologia, turismo, infrastrutture sociali, iniziative culturali e artistiche. Hainan è una delle porte principali della Via della Seta Marittima cinese [in inglese].

Inoltre, il fondo di sviluppo Russia-Cina sta progettando un enorme cantiere nell’ex aeroporto di Tushino, a nord-ovest di Mosca, perché includa il parco industriale Rostec City, appartamenti per 15.000 residenti, oltre a scuole e una clinica, per un investimento totale di 1,5 miliardi di rubli. Lo sviluppo coinvolge la società statale russa Rostec Corporation come uno dei principali investitori, e la società di investimenti russa Vi Holding come sviluppatore.

Sono stati fatti ulteriori accordi tra i fondi di investimento russi e cinesi, insieme a Russian Export ed FRC International, per stabilire un progetto commerciale denominato Dakaitaowa – che significa “aprire una bambola matrioska” in cinese. L’obiettivo del progetto è promuovere ulteriormente la crescita e l’esportazione di prodotti agricoli russi privi di OGM e a impatto zero nel mercato cinese.

Inoltre, la Cina ha ottenuto il permesso dalla Russia di offrire servizi di liquidazione in renminbi a Mosca attraverso la banca cinese ICBC. In tal modo Cina e Russia hanno efficacemente aggirato il rischio derivante dal dollaro nei loro reciproci investimenti economici.

Tutto questo sviluppo sta creando una nuova geografia economica tra i paesi dell’Eurasia, ed è in netto contrasto con quello che Washington ha fatto dal settembre 2001. Secondo un nuovo studio del Watson Institute of International and Public Affairs dell’Università Brown, Washington ha speso uno stupefacente 5,6 trilioni di dollari in guerre in Afghanistan, Iraq, Siria e Pakistan dal 2001, più di tre volte quello che il Pentagono ha affermato nelle stime ufficiali [in inglese].

Immaginate invece che gli Stati Uniti abbiano speso 5,6 trilioni di dollari per ricostruire il disastroso deficit infrastrutturale americano di 8 miliardi di dollari in strade, ferrovie, reti elettriche ed idriche – quale spinta per il popolo americano e per il mondo sarebbe stata. Si sarebbe potuto persino immaginare una cooperazione pacifica nell’emergente sviluppo eurasiatico russo-cinese, una vera situazione vantaggiosa per tutto il mondo.

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Articolo di F. William Engdahl pubblicato su New Eastern Outlook il 16 novembre 2017.

Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]


Fonte: sakeritalia.it
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