LEGGE VACCINI: NON VALIDA!

di Gianni Lannes

VACCINI

“Ricorsi inammissibili”: quando si gioca a perdere. Come avevo detto a più riprese in tempi non sospetti, la Corte costituzionale avrebbe rigettato tutti gli interventi. E così è stato. Addirittura, l’avvocato Marcello Stanca si è rifiutato di inviarmi adducendo scuse “fantasiose”,  il suo ricorso, mentre tutti gli altri erano di dominio pubblico.

Come si evince chiaramente dal testo della Gazzetta Ufficiale (serie generale numero 182, pagina 9) del 5 agosto 2017 (legge di conversione numero 119 del 31 luglio 2017), il decreto legge 7 giugno 2017, numero 73 è stato effettivamente trasmesso al Senato l’8 giugno 2017, vale a dire con un giorno di ritardo. Questo “errore tecnico” insanabile che nessun onorevole ha però rilevato a suo tempo, invalida tutto l’iter legislativo.  Come mai il presidente pro tempore del Senato, tale Piero Grasso (ex magistrato) non se n’è accorto? Era forse troppo distratto?

Questa decisione è in realtà un ordine impartito a Washington il 26 settembre 2014 alla Lorenzin, ma non una decisione autonoma e indipendente del Parlamento su una base scientifica. La Global Health Security Agenda è controllata dalle multinazionali farmaceutiche che producono vaccini. Peraltro non c’era e non c’è alcuna crisi sanitaria, ovvero epidemie e pandemie in Italia. Quindi, a rigor di logica e di prove, si tratta di una truffa istituzionale imposta all’intera popolazione per conto terzi e dall’estero. Ora la Corte costituzionale ha il dovere di aprire gli occhi. Nella Gazzetta Ufficiale del 5 agosto scorso si legge testualmente:

“Presentato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni Silveri e dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin (Governo Gentiloni Silveri I) in data 8 giugno 2017”. 

Un governo (privo di mandato elettorale), un Parlamento (abusivo) e un capo dello Stato illegittimo, come ha sancito la sentenza numero 1 del 13 gennaio 2014 (nonché la sentenza della Corte di Cassazione numero 8878/2014) possono varare leggi? Sarà opportuno domandarlo ufficialmennte alla Cedu visto che l’Italia fa parte dell’Unione europea e con forma le regole del suo diritto, ossia la giurisprudenza a quella comunitaria.

VACCINI

Comunque, mai arrendersi. Hanno vinto una battaglia ma non la guerra per tutelare la vita. Come avevo puntualmente rilevato l’8 giugno scorso, il famigerato decreto legge 73 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 giugno 2017) convertito in legge il 31 luglio scorso, è stato trasmesso con un giorno di ritardo al Senato, in palese violazione dell’articolo 77 della Costituzione Repubblicana.

A questo punto, dopo il previsto fallimento degli avvocati, è opportuno far presente alla Consulta ma non solo (in seguito anche alla Corte dei diritti umani di Strasburgo), con una documentata istanza, questo gravissimo vizio che inficia tutta la procedura di approvazione della norma che impone coercitivamente ben 10 vaccini a neonati, bambini e adolescenti sani.

L’articolo 77 della Costituzione repubblicana italiana parla chiaro.L’atto normativo di rango minore, privo dei requisiti minimi (necessità e urgenza) è stato presentato al Senato con un giorno di ritardo, ovvero l’8 giugno 2017, come attesta inequivocabilmente il DDL 2856 e in seguito anche la Gazzetta Ufficiale. L’errore non è marginale ma fondamentale, tale da inficiare tutta l’operazione per attentare alla salute e alla vita dei minori in Italia. Inoltre, ho rintracciato un precedente giuridico importante della medesima Corte costituzionale. In una situazione simile in un recente passato la Consulta si è pronunciata per l’incostituzionalità di una legge.

Sia chiaro una volta per tutte: i crimini contro l’umanità non vanno mai in prescrizione: pertanto anche la Corte dell’Aja sarà puntualmente adita.

Riferimenti:


Fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it
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