Di Passaggio

Con questo post inizia una collana dedicata a Franco Battiato, un vero maestro in tutti i sensi che per mezzo dei suoi testi consegna consapevolezza e infinita conoscenza.

La sua cultura è sconfinata e la sua musica unica.

Ascoltare le sue composizioni trasporta in realtà diverse e parallele, alleggerisce il cuore e l’anima, allontana pensieri materiali e dirige la mente verso alte vette.

In ogni testo c’è un significato più o meno nascosto e ascoltarlo più volte fa scoprire nuove chiavi di lettura.

Mi piace pensare alle sue canzoni come dei piccoli scrigni che contengono preziosi gioielli.

Da piccolo ho avuto la fortuna di ascoltare musica di alta qualità e tra questa c’era quella di Battiato, per la verità la sua produzione più “facile”, ma ascoltare quelle canzoni mi alleggeriva.

Poi,crescendo ho iniziato a ascoltare con più attenzione e a cercare il significato in profondità dei testi e da allora non passa giorno senza ascoltare almeno un brano.

Mi sembra doveroso quindi, rendere omaggio al Maestro con una rassegna delle sue canzoni per me più significative, delle quali pubblicherò il testo, il significato e il video quando possibile.

Iniziamo con “Di Passaggio”che è il pezzo di apertura dell’album “ L’imboscata” del 1996.

Battiato

Il testo è scritto a quattro mani con Manlio Sgalambro che è una colonna portante del vastissimo repertorio cartaceo del cantautore siciliano.

La canzone si apre con Sgalambro che legge alcuni versi di Eraclito e si chiude con Battiato che duetta con Antonella Ruggero (voce della migliore formazione dei Matia Bazar) i versi di Callistene, ma le citazioni della filosofia greca classica sono ben chiare in tutto il testo.

Il significato è, a differenza di altre composizioni di Battiato, abbastanza chiaro: è una contrapposizione tra la vita materiale, effimera, superficiale e quella più intensa volta a trovare il senso stesso dell’esistenza.

Quindi abbiamo la rappresentazione della dualità (cantata da Battiato anche in altri testi), tipica di Eraclito e di altri filosofi e che non si può non accostare al concetto di Yin e Yang.

Eraclito, che quando studiavo mi appariva noioso, sicuramente per colpa di docenti svogliati, mentre ora lo trovo attualissimo: il suo pensiero sui “svegli-dormienti” si applica alla perfezione all’uomo medio e omologato dei nostri tempi.

Dualità (“finta” come lo stesso Battiato la definisce in altre liriche) che spinge a sbattersi per migliorare, che serve a contrapporre per evolvere,che porta a domandarsi per poi rispondersi sul vero senso della vita e dell’esistenza.

Buon ascolto, miei compagni di viaggio…..

SamBellamy

Franco Battiato: Di Passaggio

 

Intro di Manlio Sgalambro:

« Ταὐτὸ τ΄ἔνι ζῶν καὶ
τεθνηκὸς καὶ ἐγρηγορὸς
καὶ καθεῦδον καὶ νέον
καὶ γηραιόν· τάδε γὰρ
μεταπεσόντα ἐκεινά ἐστι
κἀκεῖνα πάλιν [μεταπεσόντα] ταῦτα. »

Eraclito di Efeso, Frammenti

(trad.:

E’ la stessa cosa, che è viva e morta,
Che è desta e dormiente, che è giovane
E vecchia. Queste cose infatti,
Ricadono nel mutamento in quelle,
E quelle viceversa in queste.)

Passano gli anni,
I treni, i topi per le fogne,
i pezzi in radio,
le illusioni, le cicogne.
Passa la gioventù,
non te ne fare un vanto:
Lo sai che tutto cambia,
nulla si può fermare.
Cambiano i regni,
le stagioni, i presidenti, le religioni, gli urlettini dei cantanti…
E intanto passa ignaro
il vero senso della vita.

Si cambia amore, idea, umore,
per noi che siamo solo di passaggio.
L’Informazione, il Coito, la Locomozione.
Diametrali Delimitazioni,
settecentoventi Case.
Soffia la Verità
nel Libro della Formazione.
Passano gli alimenti,
le voglie, i santi, i malcontenti.
Non ci si può bagnare
due volte nello stesso fiume,
Né prevedere i cambiamenti di costume.
E intanto passa ignaro
Il vero senso della vita.
Ci cambiano capelli, denti e seni,
a noi che siamo solo di passaggio.

« Εἴπας ‘Ἥλιε χαῖρε’
Κλεόμβροτος Ὡμβρακιώτης
ἥλατ΄ἀφ΄ὑψηλοῦ
τείχεος εἰς Ἀίδην,
ἄξιον οὐδὲν ἰδὼν θανάτου
κακόν, ἀλλὰ Πλάτωνος
[ἓν τὸ περὶ ψυχῆς γράμμ΄ἀναλεξάμενος]. »

 

Callistene, Epigrammi XXIII

( Trad.:

Da un alto muro
si gettò nell’Ade.
Non gli era capitato alcun male
che fosse degno di morte;
Aveva solo letto
uno scritto di Platone;
Quello intorno all’anima.)

Music : Franco Battiato

Lyrics: Manlio Sgalambro & Franco Battiato

From the album: L’imboscata (1996)


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