Perché i governi non proteggono i cittadini dalle radiazioni di cellulari e Wi-Fi?

@NAMASTE’
gentili & attenti LETTORI,

come un MANTRA ripeto il concetto che SOLO la CONOSCENZA rende l’ UOMO LIBERO pertanto leggete con ATTENZIONE questo NON facile POST, che mi è “arrivato” come molti altri “per caso” Vi auguro allora una BUONA ma sopratutto UTILE lettura !!!!

BUONA
VITA
SDEI

wi-fi

Il romanzo “La città bianca” denuncia la pericolosità delle radiazioni emesse dai cellulari e dai ripetitori della telefonia mobile attraverso una narrazione avventurosa che si snoda intorno ad un evento reale, la classificazione della radiazione dei cellulari come “possibile cancerogeno per l’Uomo”, da parte delll’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un’agenzia afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel romanzo emerge chiaramente che la pericolosità di queste radiazione viene sottovalutata dai governi perché gli standard di sicurezza si basano esclusivamente sugli effetti termici, prodotti cioè dal riscaldamento dei campi elettromagnetici, ignorando di fatto l’importanza degli effetti non termici, quelli causati da livelli di esposizione molto bassi, non in grado di produrre un riscaldamento della materia vivente.

Proprio in questi giorni si è occupata di questo tema la Prof.ssa Magda Havas, ricercatrice canadese della Trent University, in una pubblicazione sulla rivista Environmental Pollution.

La Havas conclude che gli standard di sicurezza per le emissioni di cellulari, Wi-Fi, contabilizzatori senza fili (smart-meter), radar e degli altri dispositivi mobili sono “fondamentalmente sbagliati” e non proteggono i cittadini dagli effetti nocivi di queste radiazioni. Questo avviene perché, nell’elaborare gli standard di sicurezza, i governi si sono basati sul modello d’azione delle radiazioni ionizzanti, come raggi X e  raggi gamma, che sono cioè in grado di causare il distacco di uno ione negativo – l’elettrone – della struttura centrale delle cellule umane, il DNA.

Le radiazioni non ionizzanti, invece, come  i campi elettromagnetici di bassa e di alta frequenza, non sono in grado di causare a basse dosi un distacco immediato di elettroni dal DNA e, per tale ragione, sono stati considerati più “sicuri”.

Sempre più evidenze scientifiche, invece, dimostrano che questi campi elettromagnetici sono tutt’altro che sicuri e sono persino in grado di provocare cancro, sterilità e altri effetti sulla salute a causa di meccanismi diversi (effetti non termici) dovuti ad un’interferenza con i meccanismi ossidativi di riparazione cellulare, all’aumento dello stress ossidativo, con danni cellulari, in particolare al DNA, che sul lungo termine possono portare al cancro.

Il danno causato dall’aumento dei radicali liberi per l’esposizione a frequenze estremamente basse (ELF), a campi elettromagnetici (EMF) e alle alte frequenze (Radiofrequenza) è ampiamente documentato da numerosi studi condotti sugli esseri umani, sugli animali, sulle piante e sui microrganismi.

“Nonostante un elevato numero di studi scientifici abbiano dimostrato che le radiazioni da microonde provocano il cancro – conclude la ricercatrice canadese – i governi si rifiutano di aggiornare le proprie linee guida. Dato che attualmente l’uso di dispositivi a radiofrequenza è in aumento e viene promosso anche per i consumatori più giovani senza alcuna precauzione, ci si può aspettare un aumento nella società di alcuni tipi di tumori tra cui il glioblastoma così come la sterilità e altri effetti sulla salute associati ai danni da radicali liberi, come in realtà sta già avvenendo.”

Francesca Romana Orlando

Termografia che illustra gli effetti del riscaldamento del cranio causato dalla radiazione del cellulare dopo una telefonata di 15 minuti (effetto termico).

Fonte della notizia: Comunicato stampa del 28 novembre 2016 della Prof.ssa Magda Havas, BSc. PhD, Trent School Of The Environment, Trent University

Pubblicazione scientifica: Havas, M. 2016. When theory and observation collide: Can non-ionizing radiation cause cancer? Environmental Pollution, 219: 000-000. Pubblicazione online, 28 novembre 2016.

Per un approfondimento degli effetti non termici dei campi elettromagnetici si consulti la monografia (in inglese) della Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagentici (ICEMS), pubblicata nel 2010: “Non-Thermal Effects and Mechanisms of Interaction Between Electromagnetic Fields and Living Matter”, a monograph edited by Livio Giuliani and Morando Soffritti for the “European Journal of Oncology” – Library Vol. 5 of the National Institute for the Study and Control of Cancer and Environmental Diseases “Bernardo Ramazzini”, Bologna, Italy, 2010, Part I and Part II.

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Fonte: lacittabianca.blogspot.it
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Un pensiero su “Perché i governi non proteggono i cittadini dalle radiazioni di cellulari e Wi-Fi?

  1. Ciao SDEI, io credo che ai padroni non interessi nulla del popolo e non solo a proposito di quello che segnali tu ma in ogni cosa. A loro interessa solo il profitto. Inoltre non bisogna mai dimenticare che questi signori sono gli stessi che, sempre per soldi, scatenano le guerre. Sono sempre loro che hanno macellato 2 milioni di Irakeni ieri e mezzo milione di Siriani oggi. Siccome tuttavia non penso che il popolo bue rinunci ai marchingegni di cui al tuo articolo, forse occorre dare un piccolo consiglio: tenere a distanza gli apparecchi. Siccome qualsiasi radiazione decade col quadrato della distanza ecco che l’uso del viva voce o dell’auricolare ci farebbe tanto bene.
    Buone cose.

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