IL RUSSIAGATE ESISTE

Ma riguarda la famiglia Clinton

RUSSIAGATE

13 luglio 2017

Contrordine: il Russiagate esiste, ma riguarda la famiglia di Hillary Clinton. Bisogna fare un salto nel tempo e tornare al 23 aprile del 2015, quando il New York Times pubblicò un’interessante inchiesta su Uranium One“uno scandalo i cui contorni non sono mai stati definiti”, come scrive Maria Giovanna Maglie su Dagospia.

Leggendo il reportage del quotidiano statunitense, si comprende come la Clinton, all’epoca Segretario di Stato abbia fatto parecchi favori a governi stranieri in cambio di soldi alla Clinton Foundation, “soprattutto sotto forma di discorsi del marito Bill pagati cifre spropositate”. Tra questi Paesi ci sarebbe anche la Russia di Vladimir Putin, che, attraverso una finanziaria molto probabilmente legata al Cremlino, pagò un discorso di Bill mezzo milione di dollari. Una cifra spropositata.

La ricostruzione del New York Times  , ripresa da Dagospia, afferma che l’ex Segretario di Stato “potrebbe aver favorito l’acquisizione da parte della russa Armz, controllata dall’agenzia atomica russa (Rosatom) della canadese Uranium One, la società che controllava, e controlla tutt’oggi, un quinto della produzione Usa di uranio, quantità importanti che vanno dall’Asia centrale fino all’America”.

Il punto è che la vendita di Uranium One toccava interessi strategici degli Stati Uniti ed era quindi necessaria l’approvazione di un Comitato di cui facevano parte i rappresentanti delle maggiori agenzie governative in materia di sicurezza e tra loro c’era proprio la Clinton.

Un libro, intitolato Clinton Cash: The Untold Story of How and Why Foreign Governments and Businesses Helped Make Bill and Hillary Rich, racconta tutta la vicenda delle entrate della Clinton Foundation e del caso Uranium One. Una delle cose più interessanti è che “tra il 2008 e il 2010, un progetto della Fondazione Clinton ha ricevuto 2,35 milioni di dollari dalla Fernwood Foundation, controllata da colui che prima della vendita era il presidente di Uranium One”.

Quel che è interessante è che fin dall’inizio, l’amministrazione Obama ha chiesto a Hillary di rendere pubblici i dati delle donazioni, ma sul sito della Fondazione nulla appare sulla transazione legata all’uranio.

Quindi sì: ci troviamo davanti ad un vero e proprio scandalo legato alla Russia. Il problema è che c’entra più la Clinton che Trump.


Fonte: piovegovernoladro.info
Tratto da: occhidellaguerra.it
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