Il Priorato di Sion oggi

Proponiamo questo articolo allo scopo di allargare il nostro campo di ricerca e conoscenza.

La Verità è uno specchio caduto dalle mani di Dio e andato in frantumi.
Ognuno ne raccoglie un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta la Verità.
– Jalaladdin Rumi

Buona lettura

Patrizia Calzolari


Il Priorato di Sion oggi

prioratoOggi il Priorato di Sion si perpetua attraverso 3 filiazioni principali, tutte e tre a carattere internazionale, ma dislocate in differenti zone dell’Europa, che sono la Francia, la Spagna e l’Italia. Di queste solo una è attualmente, oltre che un Ordine Iniziatico, anche una Associazione legalmente registrata, ed è il Prieuré de Sion – Ordre de la Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V., avente come Segretario Generale e Gran Maestro, Marco Rigamonti.

Prieuré de Sion – Ordre de la Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V. è registrato in Italia, con diverse Sedi Operative, in Italia, in Francia, nel Principato di Monaco, in Inghilterra, Spagna, Olanda, Belgio e in alcuni degli Stati Uniti d’America. Le motivazioni che hanno portato per la seconda volta, dal 1956, a registrare ufficialmente il Priorato di Sion come associazione avente una entità giuridica, sono diverse da quelle del 1956, dove tale atto si prefiggeva l’obbiettivo di marcare una scissione tra il Priorato di Sion europeo e quello americano. I motivi che invece stanno all’attuale registrazione del Priorato come associazione legalmente istituita, sta nella volontà di un adattamento ai tempi odierni, una sorta di compromesso che si è deciso con la mira di massimizzare la portata di un messaggio, il quale, pur se rivolto a pochi, non è facile da recapitare ai destinatari idonei, nel marasma del panorama attuale dell’informazione.

Tutto questo è in realtà visto dall’Ordine come un vero e proprio compromesso, proprio perchè un Ordine Iniziatico, non necessita di nessuna sovrastruttura profana di alcun genere, cosa assolutamente superflua e tecnicamente una degenerazione di quest’ultimo, in quanto il vincolo iniziatico, come la sua trasmissione, è un legame vibrazionale e spirituale indissolubile, inarrestabile e inafferrabile, per chiunque e per qualsiasi cosa, essendo di fatto al di sopra di ogni contingenza o “recinto” profano o burocratico.

Il Priorato di Sion ha il compito di custodire e di trasmettere delle conoscenze e dei segreti, che vengono conservati nei simboli, nelle pratiche rituali e nell’Alchimia.

Stiamo parlando della trasmissione del deposito di qualcosa di “non-umano”, ma ereditato da tempo immemorabile, da bocca ad orecchio e da orecchio a bocca in una catena ininterrotta che arriva fino ad oggi. Si tratta di una eredità che non è di questo mondo.

Il Priorato è cosciente che il suo sapere ha origine da una trasmissione concessa da entità che non sono di questo mondo ed una parte di loro nemmeno di questa dimensione; questa conoscenza è stata elargita ad alcuni uomini, per potere creare un ordine per l’umanità, salvo il più possibile dal caos. Ovviamente tale conoscenza non poteva essere trasmessa a tutti indistintamente per l’evidente motivo che solo una parte della popolazione può essere in grado di farne buon uso e di applicarla nella società in maniera efficiente e produttiva.

La prova trasversale di questa trasmissione non-umana è nell’impossibilità storica di determinare gli autori realmente originari di queste conoscenze, basti pensare ai simboli stessi, di fatto nessuno conosce  l’autore di un qualsiasi simbolo, sia esso figurato o sonoro (come i Mantra) dal momento che essi sono stati ereditati ed ora si trovano nei libri, ma l’autore specifico per il simbolo singolo, non si conosce ne si è mai saputo ne mai di qualcuno si è scritto a tal proposito. Di fatti, il simbolo è in sè, anche oggettivamente, “non-umano”; è qualcosa che ci permette di trascendere, di elevarci dalla nostra condizione umana verso stati superiori dell’essere, proprio perchè umano non è, dandoci degli stimoli che sono unicamente dei “punti di partenza”, senza delimitare al tempo stesso “punti di arrivo”.

L’uomo quindi, attraverso l’uso dei simboli, nella concezione più vasta immaginabile del termine, può espandersi al di la dei limiti umani. A questo tipo di attività, che non è quindi di certo un semplice e profano studio accademico, viene affiancata la pratica alchemica, intesa nell’accezione spirituale. È con questo bagaglio che poi si intraprende la pratica dei rituali, che hanno una loro ulteriore valenza simbolica e in alcuni casi, addirittura una operatività altamente mistica. I Rituali che hanno una funzione prevalentemente mistica, la quale quindi prevede la possibilità di un contatto con intelligenze esogene alla propria, si basano essenzialmente su di una pratica di meditazione che rende possibile il mettersi nelle condizioni di ricevere degli “input” che possono essere anche “esterni” a noi.

Questi Rituali hanno la funzione di metterci in contatto con la nostra essenza più profonda, che risiede nell’inconscio il quale noi riteniamo essere anche il “ponte” nei riguardi della nostra “Componente Spirituale”, come di entità esogene. Il lavoro che viene fatto dall’Iniziato è proprio quello di implementare l’efficacia di questo “ponte”, rendendo questa “comunicazione” tra la Componente Spirituale e la Mente Cosciente, sempre più consapevole ed efficace; stiamo parlando dello sviluppo di una qualità, che si ripercuote beneficamente in ogni aspetto dell’individuo. Il nostro Spirito, può comunicare con la nostra mente, attraverso delle suggestioni o dei pensieri che possono affiorare a livello cosciente, ma che richiedono comunque un “recipiente” cognitivo cosciente, che sia in grado di interpretare e decodificare appunto queste realtà affiorate.

Il successo del processo sopramenzionato non è affatto scontato, citando alcuni studi di Bruce H. Lipton [1], l’inconscio possiede 40.000.000 di volte la capacità cognitiva dell’io cosciente. Per quanto sia assolutamente simbolico questo riferimento, resta l’interrogativo, del confine tra lo spirito dell’individuo e l’inizio di qualcos’altro, di cui facciamo magari parte a livello non cosciente, come una Coscienza Universale, che possiamo chiamare Dio, Padre Creatore o Divino, per utilizzare un termine più neutro, a sua volta collegato, come noi d’altronde, ad altre forme di coscienza che ne fanno parte, pur nella loro individualità.

È affascinante constatare come spesso possa succedere, di non riuscire a risolvere un problema estremamente complesso dopo ore di riflessione e di come al contrario, molto spesso, di quello stesso problema, affiori alla mente la soluzione nei dettagli più certi e definiti, mentre la mente cosciente è impegnata in tutt’altro, come può essere osservare un paesaggio, mettere in ordine dei libri o passeggiare;  è assolutamente evidente che in qualche modo, l’attività del pensiero nella sua interezza, non sia percepibile a livello cosciente, quanto invece appare sempre più innegabile, che la maggior parte dell’attività abbia luogo dove l’io cosciente non può avere accesso, almeno non senza l’ausilio di pratiche e attività dedicate e particolari, come l’ipnosi o certi tipi di meditazione, che riescono ad alterare lo stato di coscienza portandolo dallo stadio Gamma all’Alpha fino al Theta – Theta/Gamma (Theta con possibilità di pensiero attivo).

Un altro interessante esempio che può portarci a cogliere altre sfumature della dinamica con la quale queste meccaniche hanno luogo, è il cosiddetto blocco dell’artista. Quante volte ci è capitato, o abbiamo avuto modo di osservare un artista colto da un blocco dell’ispirazione, immobilizzato per ore davanti ad un foglio bianco, senza riuscire a riempirlo con i frutti della sua arte? Quante altre volte invece, nel realizzare una qualsiasi creazione artistica, bastavano pochi istanti, per passare dall’impulso creativo alla materializzazione dell’espressione? In realtà la pura concentrazione in se, può favorire solo l’elaborazione sofisticata della tecnica, non la ricezione di quelle ispirazioni e suggestioni, che il genio creativo può suggerirci solo attraverso il nostro inconscio, tramite del nostro stesso Spirito.

In coerenza con queste osservazioni, si può desumere che in realtà ogni tentativo esasperato di concentrazione, allontani da quella attività creativa che coglie dall’inconscio la sua sorgente. La concentrazione quindi, durante le attività creative, non dovrebbe essere l’elemento predominante, ma subalterno, come un poderoso destriero che viene cavalcato dal Cavaliere. Così, attraverso la partecipazione a certi rituali che prevedono queste tecniche di meditazione, si può anche venire a contatto con intelligenze esogene alla nostra, sempre nella grazia del Signore, invocando l’aiuto e la protezione di Dio prima di ogni pratica.

Il Segreto di Sion

Il “Segreto di Sion”, o meglio “i Segreti di Sion”, sono delle verità, per le quali disvelare, vengono forniti degli strumenti di varia natura all’Iniziato e poi all’Adepto, per poter essere conosciuti. Questi strumenti possono essere simbolici, alchemici o altri elementi di conoscenza sia gnostica che di altra natura. Questi segreti, nella loro comprensione, non potranno mai considerarsi errati, in quanto ognuno potrà essere in grado di comprenderli in misura maggiore, minore o diversa da chiunque altro; difficilmente comunque potranno essere traditi, essendo i più di questi, per loro natura, incomunicabili a parole e indecifrabili ad occhi profani se anche raffigurati in altra maniera.

Un Ordine Cavalleresco nobile ed aristocratico

Il Priorato di Sion, pur avendo radici ben più antiche, di fatto è fondato da Goffredo di Buglione nel 1099 ed è storicamente legato a doppiofilo alla Dinastia Merovingia, come risaputo. L’antichità del deposito, emerge anche dagli elementi simbolici in relazione collaterale o diretta all’Ordine, come il titolo di “Re Pescatori” dato ai Re Merovingi, titolo che simbolicamente si collega a Babilonia, riferendosi a Nimrod, divinità babilonese raffigurata da un uomo con la testa di pesce o con un copricapo a forma di pesce, elemento il quale poi verrà ripreso anche dal Vaticano come copricapo papale.

Questo legame del Priorato di Sion con la Dinastia Merovingia, è stato ulteriormente celebrato e ufficializzato nel Novembre del 2016, attraverso il riconoscimento da parte della Casa Reale Merovingia de Gevaudan, attraverso la persona di S.A.R.S. Dominus Esteve IV° Rubén Alberto I°de Gévaudan, ultimo erede della stirpre dei Gévaudan, Casa Reale di discendenza merovingia, discendenti precisamente dai Conti d’Autun, i quali attraverso Ermengarda hanno dato luce ai Conti di Tolosa. Ad oggi il Priorato di Sion è uno dei pochissimi ordini cavallereschi al mondo a godere del privilegio e del prestigio di essere riconosciuti da una Casa Reale.

L’ereditá Merovingia ai giorni nostri

Chiarendo inequivocabilmente che il Priorato di Sion non è in grado di collegare al di la di ogni dubbio, la Dinastia Merovingia con la discendenza di Gesù Cristo, resta comunque la convinzione in questo senso, non solo di un collegamento con la Dinastia Merovingia stessa, ma anche e soprattutto di una discendenza di Gesù ai giorni nostri. Questo elemento, è assolutamente cruciale, in quanto, non solo rende Gesù umano, ma dà modo di cogliere la tangibilità della possibilità di crescita dell’Uomo verso il Divino, al di la di quanto comunemente immaginato.

“In verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di piú grandi di queste, perché io vado al Padre.”
– Giovanni 14:12

Altro elemento storico fondamentale, era che i Re Merovingi, erano noti anche come “Re Taumaturghi”, e dalle cronache dell’epoca, risultano ricorrenti eventi nei quali questi regnanti ricevevano dei malati dal popolo, per guarirli.

Il Priorato di Sion, pur accettando candidature da credenti in qualsiasi forma di religione, ritiene che la figura di Gesù, trattata senza censure, come in questa modalità, sia di rilevanza assolutamente essenziale, perchè ne conserva tutta l’originale potenza e credibilità, perchè posto in una visione non più sfalsata e resa incompleta da dogmi imposti per ragioni politiche più che per fedeltà verso gli autentici insegnamenti spirituali di Cristo e i reali accadimenti storici.

Rennes le Château

Il mistero di Rennes le Château, è particolarmente intricato agli occhi del pubblico anche perchè, specie al profano, sfugge che gli stessi elementi, anche singolarmente, possono condurre a più misteri, anche non collegati direttamente tra loro e di natura totalmente differente l’uno dall’altro e non per questo solo uno si può considerare autentico.

Rennes le Château, sorge su di una fitta e articolata struttura sotterranea, che da tempi antichissimi, non solo è stata usata per essere abitata, ma anche per la perpetrazione di riunioni che avevano come scopo lo svolgimento di rituali ed antiche pratiche, come ampiamente riportato anche dalle cronache medioevali, quando sono state addirittura promulgate delle leggi, apposta per le popolazioni che vivevano sottoterra in quelle zone. Ma tutto questo è anche una allegoria, che si riferisce agli elementi della mente cosciente e dell’inconscio che è la fonte della nostra più profonda saggezza; una  saggezza che è completamente priva di qualsiasi inibizione mentale, allo stesso tempo, è la nostra “backdoor” verso il mondo non-visibile; come già anticipato, il contatto con il nostro inconscio, può sfociare anche in un contatto con la nostra Componente Spirituale, e addirittura in una connessione ad altre intelligenze.

Pierre Plantard, paragonava allegoricamente i sotterranei della Roc-Noir, all’inconscio, da raggiungere per accedere a quella sterminata saggezza e a quel possibile ponte verso intelligenze di natura esogena.

“Notre Trésor, celui du Prieuré de Sion, est le Secret du Roc-Noir…e seul l’initié pouvait comprendre que le trésor n’était pas de l’or, mais l’énergie considérable dont dispose le Maître du génie qui connaît le secret”
– Pierre Plantard de Saint-Clair

Un Ordine élitista

Il Priorato di Sion, è per sua certa natura, un Ordine altamente élitista, pur se non nella grossolana concezione volgare del termine, in quanto il requisito per accedere a questa Élite, non è essenzialmente la posizione sociale o la disponibilità economica, ma bensì sono le reali capacità e qualità dell’individuo, che ne determinano i requisiti per potere accedere all’Iniziazione, ai nostri insegnamenti e che lo possono mettere in grado di potere portare effettivamente un contributo a questa nostra Opera. Per queste ragioni, un Ordine come il nostro, che abbia tali ambizioni e obbiettivi, non potrà mai essere non-élitista, proprio per un logico e connaturato fattore di esigenza essenziale.

Considerato il desiderio di apertura verso il prossimo e la volontà di condividere il più possibile possibile questa conoscenza, si è deciso di creare diversi livelli dei quali non tutti fanno parte dell’Ordine Iniziatico, ma solo della Associazione come struttura istituzionale.

Tra questi livelli abbiamo:

  • Socio Simpatizzante – non riceve iniziazione e non partecipa ai nostri studi o alle nostre attività iniziatiche, ma, apprezzando i nostri ideali e propositi, collabora con noi nelle attività profane.
  • Iniziati dal 1° al 3° Grado – Rappresentano la fiera base dell’Ordine Iniziatico, vi può accedere pressochè chiunque sia ritenuto in possesso dei requisiti per venire a contatto, con profitto, con le conoscenze dei gradi suddetti.
  • Adepti dal 4° Grado in poi – Solo pochissimi possono avere accesso ai gradi superiori dell’Ordine, che sono dal 4° Grado in poi. Qui è dove ha il cuore l’attività dell’Ordine e dove si prendono le decisioni.

L’intento che ci ha portato alla riforma che ha dato luce a questa nuova struttura, è stata quella di fornire un contatto più immediato, comprensibile ed approcciabile a chi abbia i requisiti per aderire al Priorato di Sion; purtroppo, ad oggi, il più dei siti che trattano Ordini Cavallereschi o Rosacrociani, espongono i loro contenuti in chiave troppo ermetica per essere intesi intuitivamente anche dai profani, tra i quali invece, ci può sempre facilmente essere un potenziale candidato. I contenuti di presentazione sul nostro sito web (prieure-de-sion.com) sono scritti in una chiave comunicativa comprensibile a chiunque in possesso dei requisiti per essere ammesso, voglia avvicinarsi al Priorato.

Il Priorato di Sion ad oggi è una struttura molto articolata, ma estremamente efficiente, che ha tra i suoi motti operativi ispiratori, la solerzia, la scrupolosità ed il metodo. Si può dire che il Priorato di Sion, in questa sua emanazione, pur non essendo una società segreta, è estremamente riservata, tanto che la penalità prevista per trasgredire questa riservatezza è l’espulsione diretta, nella quasi totalità dei casi (finora mai verificata).


[1] Peak Vitality: Raising the Threshold of Abundance in Our Material, Spiritual and Emotional Lives – Bruce H. Lipton (2008) Editor: J. M. House, Elite Books, Santa Rosa, CA.


Fonte: altrogiornale.org
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Un pensiero su “Il Priorato di Sion oggi

  1. Ho dato un’occhiata al sito web indicato nell’articolo prieure-de-sion.com, ho cliccato sulla parte che riguarda la “reincarnazione”, [ho usato il traduttore automatico] nell’articolo si sostiene che si tratta di una memoria genetica contenuta nel DNA /Geni [memorie degli Avi] e non di un patrimonio spirituale che si trasferisce da una persona all’altra nelle varie esistenze.
    I ricercatori convinti della trasmissione genetica spiegano “cosa avviene nel nostri geni grazie agli studi fatti sui gemelli omozigoti: nascono con lo stesso patrimonio genetico, ma crescendo si possono differenziare anche in modi molto significativi. Colpa dell’ambiente, dello stile di vita, anche delle emozioni e sofferenze patite nella vita che possono modulare, cioè cambiare, l’espressione di alcuni geni, attivandoli o disattivandoli.
    Questi cambiamenti poi vengono trasmessi alle generazioni successive.”

    Sempre Marco Ferrini, che ha appunto conoscenze che provengono dall’Oriente, sostiene che non é un caso se nasciamo in una data famiglia, in un dato ambiente, in una determinata nazione e che cmq [sempre se ho capito bene] è molto importante anche cosa pensiamo al momento della morte per determinare la nostra nascita successiva.
    Quindi sembra essere molto più complessa la cosa che non la trasmissione dei geni degli Avi, che in ogni caso come spiega Bruce Lipton si possono modificare.

    Esprimendo un mio parere intuitivamente sento che non si tratta solo di Geni/DNA che pure influiscono.

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